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Entro 4 anni sul web il 25% del mondo: lo dicono le previsioni di Jupiter research e i dati del World Economic Forum sui Paesi più cablati al mondo

(Ap) WASHINGTON - Secondo gli esperti dell'istituto di ricerca Jupiter , la crescita complessiva del numero di utenti online nel periodo 2007-2012 sarà del 44 per cento e interesserà soprattutto Cina, Russia, India e Brasile.

IL FUTURO - Così, in pratica, entro i prossimi quattro anni il numero delle persone che avranno accesso all'internet raggiungerà il tetto di 1,8 miliardi, equivalente a un quarto della popolazione mondiale. «Solamente» un quarto, verrebbe da dire di primo acchito. Ma se si pensa che lo standard dello sviluppo tecnologico della maggior parte delle nazioni del pianeta non corrisponde certo a quello dei Paesi industrializzati, allora la prospettiva cambia. Così quel 25 per cento di popolazione diventa un «buon 25 per cento». E anche se il tasso di penetrazione della banda lerga nelle economie emergenti sarà il più basso, Jupiter prevede che saranno proprio gli internauti di tali aree del mondo coloro che più di tutti si distingueranno per un utilizzo avanzato di Internet. In pratica: scarsa diffusione del medium rispetto alla densità di popolazione ma utenti mediamente più esperti. Come nei Paesi dell'Asia, per esempio, che gli analisti ritengono si distingueranno non solo per il tasso di crescita più alto, ma anche per l'alta competenza online degli utenti.

IL PRESENTE – Per il momento, comunque, la nazione tecnologicamente più preparata in termini di accesso alla rete è la Svezia. Secondo i dati del report annuale Global Competitiveness stilato dal World Economic Forum (WEC), infatti, il Paese scandinavo è in cima alla classifica mondiale degli stati in cui le tecnologie per l'informazione e la comunicazione (Ict) sono più sviluppate e – soprattutto – diffuse. Ma oltre alla Svezia, anche altri Paesi nordici hanno conquistato ottime posizioni nell'elenco del WEC: l'Islanda è infatti in seconda posizione e la Danimarca è salita al quinto posto dal decimo dello scorso anno. Ancora nazioni europee al terzo e quarto posto, rispettivamente occupati da Svizzera e Olanda, mentre la posizione numero 6 e 7 spettano a due Paesi asiatici, quali Hong Kong e Corea del Sud, il cui Governo si è distinto per essere tra quelli che maggiormente hanno supportato e incoraggiato lo sviluppo delle infrastrutture Ict. La classifica evidenzia poi l'inarrestabile discesa degli Stati Uniti, che dopo aver dominato il settore per anni, sono infine passati dal quinto posto del 2006 e dall'ottavo del 2007 all'attuale nona posizione. A chiudere la top ten dei Paesi più connessi si trova quindi il Lussemburgo, mentre Paesi come Australia, Israele, Singapore e Regno Unito sono scivolati fuori dalla rosa dei migliori.

Fonte: Repubblica.it
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