Thursday 4 February 2012

Letteratura

Arrivederci a tutti

ARRIVEDERCI A TUTTI

Bill Bryson - Breve storia di (quasi) tutto

Tea Libri.

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Bill Bryson
Se la si considera dalla prospettiva degli esseri umani - e ovviamente per noi sarebbe difficile fare altrimenti - la vita è una cosa strana.
Sembra che abbia avuto una gran fretta di cominciare, ma che poi, una volta iniziata, se la sia presa molto comoda.
Consideriamo i licheni: essi non sono solo fra gli organismi meno appariscenti del pianeta, ma anche fra i meno ambiziosi.

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La scrittura del Dio

LA SCRITTURA DEL DIO

Jorge Luis Borges - L'Aleph

a Ema Risso Platero

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La scrittura del Dio
Il carcere è profondo e di pietra; la sua forma, quella di un emisfero quasi perfetto, perché il pavimento (anch’esso di pietra) è un po’ minore di un cerchio massimo, il che aggrava in qualche modo i sentimenti di oppressione e di vastità. Un muro lo taglia a metà; esso, benché sia altissimo, non tocca la volta. Da un lato sto io, Tzinacàn, mago della piramide di Qaholom, che Pedro de Alvarado incendiò; dall’altro è un giaguaro, che misura con segreti passi uguali il tempo e lo spazio della prigione.

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Le Rovine Circolari

LE ROVINE CIRCOLARI

di Jorge Luis Borges

"And if he let off dreaming about you..."
Through the Looking-Glass, IV

Nessuno lo vide sbarcare nella notte unanime, nessuno vide la canoa di bambù incagliarsi nel fango sacro; ma pochi giorni dopo, nessuno ignorava che l'uomo taciturno veniva dal Sud e che la sua patria era uno degli infiniti villaggi che sono a monte del fiume, nel fianco violento della montagna, dove l'idioma Zend non è contaminato dal gerco, e dove la lebbra è infrequente.

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Vestivamo da Superman - Bill Bryson

Vestivamo da Superman

di Bill Bryson pag. 145-151

Alle 7.15 del mattino ora locale del primo novembre 1952, gli Stati Uniti fecero esplodere la prima bomba all’idrogeno nell’atollo di Eniwetok (o Enewetak, o molte altre varianti) nelle isole Marshall del Pacifico del Sud, anche se in realtà non era una bomba e non era in alcun senso trasportabile. A meno che il nemico non avesse rispettosamente aspettato sul posto mentre noi costruivamo un’unità da ottanta tonnellate per raffreddare grandi quantità di deuterio e tritio liquidi, collegavamo diversi chilometri di cavi e vi attaccavamo decine di detonatori elettrici, non avevamo alcuna possibilità di far saltare in aria chicchessia.

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La Biblioteca di Babele

LA BIBLIOTECA DI BABELE

di Jorge Luis Borges
Finzioni

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La Biblioteca di Babele
L'universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone d'un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, bordati di basse ringhiere. Da qualsiasi esagono si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente. La distribuzione degli oggetti nelle gallerie è invariabile. Venticinque vasti scaffali, in ragione di cinque per lato, coprono tutti i lati meno uno; la loro altezza, che è quella stessa di ciascun piano, non supera di molto quella d'una biblioteca normale.

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Tlon, Uqbar, Orbis Tertius

TLON, UQBAR, ORBIS TERTIUS

di Jorge Louis Borges. Tratto da: Borges, Tutte le opere, Vol. I°, pp. 623-641. Trad. di Franco Lucentini.

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Tlon, Uqbar, Orbis Tertius

- I -

Debbo la scoperta di Uqbar alla congiunzione di uno specchio e di un'enciclopedia. Lo specchio inquietava il fondo d'un corridoio in una villa di via Gaona, a Ramos Mejìa; l'enciclopedia s'intitola ingannevolmente The Anglo-American Cyclopaedia (New York 1917), ed è una ristampa non meno letterale che noiosa dell'Encyclopaedia Britannica del 1902. Il fatto accadde un cinque anni fa.

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