Friday 5 May 2012

L'Inghilterra rimane pro nucleare

L'ideologo della lagna
L'ideologo della lagna
L'effetto-Fukushima è già finito. Dopo l'incidente dell'11 marzo 2011, la fiducia degli inglesi nell'energia nucleare aveva vacillato, ma dopo neanche un anno è già risalita: lo rivela un sondaggio condotto dalla società specializzata Ipsos. La percentuale degli inglesi favorevoli alla costruzione di nuove centrali è salita al 50%: ha superato non solo il 36% del giugno 2011, ma anche il 47% del novembre 2010, precedente all'incidente giapponese. Viceversa, la percentuale dei contrari è scesa di 8 punti percentuali, dal 28% del post-Fukushima al 20%.

In effetti nel Regno Unito sono molti a sottolineare i vantaggi del nuovo programma nucleare (appoggiato anche dall'opposizione laburista). John Beddington, consigliere capo del governo in materia di energia, ha dichiarato che senza nucleare diventa quasi impossibile per il Paese raggiungere l'obiettivo che si è prefissato per tutelare il clima: ridurre le emissioni dell'80% entro il 2050.

Il rapporto "The Atomic Clock: How the Coalition is gambling with Britain's energy policy", pubblicato nel gennaio 2012 dal Centre for Policy Studies, si concentra invece sull'aspetto economico per la popolazione. Nel 2030, senza nuove centrali, un terzo delle abitazioni inglesi si troverebbero in condizioni di "povertà energetica": dovrebbero cioè spendere per le bollette energetiche oltre un decimo del proprio reddito.

Infine Neil Baldwin, presidente della National Nuclear Skills Academy inglese, ha calcolato le ricadute occupazionali del nuovo programma nucleare: parlando alla conferenza annuale della Nuclear Industry Association, Baldwin ha stimato in 1500 i nuovi posti di lavoro che si verranno a creare ogni anno. In totale, contando anche 8500 pensionamenti, il numero degli addetti al settore nucleare nel Regno Unito salirà del 49%, dagli attuali 25.500 a 38.000 nel 2025.

Paolo Gangemi - http://www.nuclearnews.it

ndr. Evidentemete in Inghilterra l'ideologia della lagna e del complotto diffusa dalla televisione e dai sociologi non ha la presa che purtroppo ha in Italia.