Incentivi per le Energie rinnovabili Business miliardario da controllare
Quattro anni fa il signor Vito Nicastri confidava tranquillamente al Financial Times di aver «sviluppato» la maggioranza dei parchi eolici della Sicilia. Ora, è notizia di due giorni fa, la Dia ne ha accertato la contiguità con la mafia e gli ha confiscato un patrimonio di 1,3 miliardi. Un esempio eclatante delle infiltrazioni della malavita organizzata in uno dei business più ricchi della storia della Repubblica: quello degli incentivi alle energie rinnovabili? prima l'eolico e in tempi più recenti il solare? che vale 10-12 miliardi di euro l'anno, più di 170 miliardi sui 15-20 anni di durata delle sovvenzioni. Un ingresso in grande stile soprattutto al Sud, come certificato dal proliferare delle inchieste della magistratura, avvenuto però sulla base di meccanismi ben conosciuti a tutti gli operatori del settore. Nicastri era un cosiddetto «sviluppatore», cioè un intermediario specializzato nella trattativa con gli enti locali per ottenere le autorizzazioni e le concessioni, poi rivendute a fondi d'investimento o aziende più o meno grandi dell'energia rinnovabile.
Basterà la politica della concorrenza a ridurre i prezzi dell'energia elettrica e del gas, cruciali per il rilancio dell'economia, o ci vuole dell'altro? La risposta è: certo, ben venga più concorrenza, ma senza una forte politica industriale non andremo da nessuna parte. E a dettarla non saranno né l'Antitrust né l'Autorità per l'energia. Dettarla toccherà al governo, azionista di Eni, Enel e Terna e autorevole suggeritore delle maggiori ex municipalizzate, stabilire chi fa che cosa.
Il settore elettrico è già stato liberalizzato. Dall'ex monopolista Enel viene oggi solo il 28% della produzione nazionale, tre concorrenti (le ex municipalizzate A2A e Iren, Edison e l'Eni) stanno sopra il 10%, il resto è frazionato tra soggetti comunque forti, spesso legati a operatori esteri. La Borsa elettrica è decente.
I Conti sul Fotovoltaico dei Furbetti e il Possibile Salasso dei Consumatori
Il sonno della ragione, indotto dalla demagogia ambientalista e dagli interessi corporativi, ha generato il mostro del fotovoltaico all' italiana. Ma alla prova dei fatti il mostro rischia di rivelarsi peggiore del previsto. Secondo il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, gli incentivi per le fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, biomasse, certificati verdi e Cip 6) assorbiranno tra i 150 e i 200 miliardi dalla bolletta elettrica. Precisiamo: da qui al 2035, anno di scadenza degli ultimi incentivi. Le nostre stime, basate sulle rilevazioni dell' Autorità per l' Energia al 2020, arrivavano a 170 miliardi. Il governo teme possa andare peggio perché si continuano a realizzare campi fotovoltaici che fanno crescere il monte dei sussidi di 200 milioni al mese.
| Cuore sano. Immagine ottenuta al microscopio elettronico a trasmissione di una sezione di muscolo cardiaco sano. |
L’Unione Europea dà il via libera a un finanziamento di 70 milioni di euro per sorvegliare i rischi che i satelliti in orbita possono correre per impatti con rottami spaziali o minacce naturali o per i pericoli di caduta sulla Terra di oggetti cosmici. Il piano battezzato Space Surveillance and Tracking (Sst) ha lo scopo di garantire la sicurezza dei veicoli che operano intorno alla Terra e la protezione delle popolazioni nei continenti. SICUREZZA - «L’Europa oggi deve aspettare dagli Stati Uniti la segnalazione e l’opportunità di spostare un satellite minacciato da un oggetto incontrollato e vagante», dice Antonio Tajani, vice presidente della Commissione Europea. «Con questa infrastruttura i nostri Paesi potranno tutelare autonomamente la sicurezza dei loro beni spediti intorno alla Terra per le telecomunicazioni, la scienza o l’osservazione ambientale». Il finanziamento distribuito tra il 2014 e il 2020 prevede due cose: la prima è il rafforzamento e il perfezionamento dei mezzi di osservazione ottici e radar di cui dispongono i vari Paesi per consentire loro di rilevare i rischi; la seconda è un coordinamento di questo flusso di informazioni raccolte in un centro europeo, l’European Union Satellite Centre, che ora coordina attività legate alla distribuzione a enti civili e militari di informazioni geo-spaziali soprattutto con immagini. PROGRAMMI - Le varie nazioni rimarranno proprietarie delle infrastrutture e delle operazioni, ma rimangono da definire la governance del variegato lavoro di sorveglianza e la policy dei dati raccolti. Questa attività rimarrà autonoma rispetto all’Agenzia spaziale europea (Esa), la quale ha un suo programma analogo (Space Situational Awareness).
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Vediamo come si costruisce un'ecoballa. Facciamo un esempio: c'è da fare ad esempio un tunnel per far passare la ferrovia come nel caso della TAV.